200 candeline dell’Archivio di Stato in una mostra

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L’Archivio di Stato di Venezia compie 200 anni e una mostra, suddivisa in varie sezioni, ripercorre le tappe più significative di un luogo che racchiude la storia stessa della città lagunare.

All’interno del percorso, a Palazzo Franchetti fino al 23 gennaio 2016, attraverso i documenti originali più significativi, si è voluto ripercorrere – hanno sottolineato i promotori – i momenti, i luoghi ed i temi più rilevanti della storia della Repubblica di Venezia, e della città oltre la Serenissima.

Archivio di Stato 3L’Archivio di Stato di Venezia conserva le testimonianze di oltre mille anni di storia, dalle prime attestazioni della nascita della città fino al secolo XX.

Fin dalla Restaurazione furono accolti in questa sede gli archivi prodotti nel corso dei secoli dagli uffici della Serenissima e conservati a Palazzo Ducale, nelle Procuratie marciane o nei palazzi di Rialto, disposti secondo un disegno che mirava a suggerire, nella sequenza fisica dei diversi archivi, la storia delle istituzioni che li avevano prodotti.

Un patrimonio ricchissimo di pergamene, carte e disegni si snoda nelle centinaia di stanze (le antiche celle dei frati) poste attorno ai chiostri della Ss. Trinità e di S. Antonio, nel convento di S. Nicoletto ai Frari, e in quello della Croce alla Giudecca. Nel suo insieme, costituisce una delle più importanti concentrazioni di fonti per la ricerca storica internazionale.

Archivio di Stato 4L’Archivio non documenta solo la storia della Repubblica Serenissima e dei territori italiani, dell’Istria, della Dalmazia e del Levante che ne facevano parte, ma di tutto il mondo che intratteneva con Venezia fitte relazioni diplomatiche e commerciali.
Alle carte più antiche si sono aggiunte in seguito quelle del periodo napoleonico e dei governi austriaci.
Dal 1866, vi affluiscono gli archivi prodotti dagli uffici dello Stato italiano che risiedono a Venezia.

 Il patrimonio, che si snoda per circa 70 km di scaffalatura, è costituito da oltre 800 fondi, all’interno dei quali si trovano talvolta centinaia di altri archivi, come avviene nel caso delle corporazioni di mestiere, delle confraternite e dei notai. Il numero dei fondi è destinato pertanto ad aumentare, mano a mano che procede la schedatura di queste fonti all’interno del sistema informativo.

L’articolazione dei fondi riflette ancora, in gran parte, il modo in cui le carte erano organizzate in seno agli uffici che le producevano. A questa struttura si è poi sovrapposta l’attività di ordinamento, inventariazione e conservazione svolta all’interno dell’Archivio di Stato nel corso di quasi due secoli.

 


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