Nella Marca si coltiva 35% dei funghi, in Veneto 50%
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CULTURA In sette millenni il Veneto ha raccolto alcune tra le maggiori testimonianze storiche ed artistiche dell’umanità. Divenendo un bacino culturale senza eguali nella Penisola e meta fra le più ambite nel mondo.

Cultura che iniziamo già a trovare nei ritrovamenti più antichi. E che appartengono alla provincia di Verona. Consistono in migliaia di incisioni rupestri sparse lungo la costa orientale del Garda.
Anche la civiltà paleoveneta, sita nei centri di Este e Padova durante l’Età del Ferro, si è rivelata molto generosa in fatto di reperti. E ci ha lasciato svariati oggetti in ceramica e bronzo.
Roma, che assorbì gradualmente il Veneto fino a trasformarlo in provincia nel I secolo a.C., si occupò della costruzione delle vie di comunicazione e dei centri abitati, i quali conservano ancora monumenti e resti di incredibile bellezza e maestosità imperiale.
Il Medioevo presenta aspetti peculiari a seconda della zona. Nella laguna veneziana, visti i frequenti scambi commerciali col sud del Mediterraneo, si è fuso con elementi della cultura orientale. Lasciando segni evidenti nell’architettura dei palazzi e delle chiese.
Spostandosi all’interno, incantano la pieve longobarda di San Giorgio in Valpolicella. Il romanico di San Zeno Maggiore a Verona e la Chiesa dei Santi Felice e Fortunato a Vicenza.
E poi c’è Padova. Col realismo pittorico di Giotto. La cappella palatina affrescata verso il 1302 per il banchiere Enrico Scrovegni rimane un caposaldo dell’arte europea.
Fondamentale per il rinnovamento del linguaggio è stato anche il Giorgione. Artista di Castelfranco Veneto che ha influenzato Tiziano.
Il Medioevo del feudalesimo è poi vivissimo nei paesi e nei borghi che mostrano intatte le mura. E che si possono considerare veri e propri monumenti urbani. Cittadella, Castelfranco Veneto, Marostica, Este, Montagnana e Monselice, fra gli altri.
L’affermazione del Rinascimento nel Veneto fu prerogativa di Padova. Col fiorentino Donatello per la scultura e Andrea Mantenga per la pittura.

A Venezia invece sono conservate le opere immortali di Tiziano, del Tintoretto e del Veronese. Un discorso a parte merita il Rinascimento Palladiano.
La geniale maestria architettonica di matrice classica del padovano Andrea Palladio si concentra soprattutto a Vicenza e zone limitrofe. Villa La Rotonda, Villa Chiericati, la Basilica Palladiana (o Palazzo della Ragione) e il Teatro Olimpico.
Sempre nel veneziano, ma nell’ambito dell’intaglio del legno, lavorò il bellunese Andrea Brustolon. Fu capace di creare sculture e mobili raffinatissimi per molte chiese e palazzi.
Il vedutismo veneziano del Settecento, coi suoi effetti prospettici misurati a regola d’arte, ha sicuramente il maggiore rappresentante in Antonio Canal detto il Canaletto. Ma trova altri nomi di tutto riguardo in Bernardo Bellotto e Francesco Guardi.
Con la teatralità pittorica di Giambattista Tiepolo e Pietro Longhi che vela d’ironia i propri ritratti si chiude per Venezia un periodo particolarmente prolifico.
Dei secoli successivi vanno ricordati lo scultore Antonio Canova. Il ritrattista Francesco Hayez. E nel Novecento lo scultore Arturo Martini e l’architetto Carlo Scarpa.
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