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L’orgoglio di Venezia. Spugna e buona volontà

Originally posted on 13 Dicembre 2015 @ 9:32

Orgoglio, spazzole e detersivo per pulire i muri e le vetrine lordate dal blitz anarchico. Venezia alza la testa con dignità!

Sono gli strumenti più adatti per ripulire i marmi e gli intonaci grondanti storia di Venezia e lordati dai vandali che nei giorni scorsi hanno sfregiato la città con scritte offensive muri, negozi, gli odiatissimi bancomat e tutto ciò che a loro dire sembrava superficie per scrivere qualcosa.

Nei giorni scorsi, a sorpresa, molti veneziani hanno deciso di cancellare le ferite di un pomeriggio di follia.

Si sono divisi in quattro squadre, hanno imbracciato gli strumenti più idonei per lavare le superfici lordate, che già sopravvivono in un precario equilibrio e devono combattere una guerra senza tempo contro nemici terribili come l’acqua alta e l’umidità (e maleucati di ogni tempo).

A coordinare gli itinerari: la Sovrintendenza, perché Venezia non è Milano e a volte anche le migliori intenzioni possono produrre risultati catastrofici o, comunque, non in linea con le aspettative.

Quel che conta però è lo scrollone di orgoglio che la laguna si dà e dà a un quarto di secolo di vandalismi, spray, devastazioni politicamente corrette e tollerate.

Oggi, quella Venezia ha rialzato la testa e a loro, va il plauso e l’ammirazione di tutte le persone civili.

Venezia come Milano dopo quel 1° maggio. Quello scatto d’orgoglio straordinario che manda a quel paese i ragazzi che danneggiano non l’immagine di una città ma la città stessa, che ha superato secoli di storia, supererà anche l’inciviltà del 2015 e che di fatto non c’entra nulla.

Il plauso va a quei veneziani che hanno saputo ricreare un piccolo miracolo: un profondo gesto di civiltà trasversale a tutte le facili ideologie politiche.

BRAVI

 



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