Rivoluzione sui vaporetti: prima i residenti, poi i turisti

Se da una parte si sperimentano con successo i nuovi battelli ad idrogeno ad emissioni zero, a Venezia è in corso un’altra vera rivoluzione sui vaporetti.

Una rivoluzione che di fatto dà la precedenza ai residenti e vede i turisti in seconda posizione.

vaporetti 2Parte infatti da giugno prossimo la corsia prioritaria agli imbarcaderi per i possessori della carta Venezia Unica Oro, rilasciata a chi abita nel centro storico o lo frequenta per studio o lavoro.

i tratta di una sperimentazione -fanno sapere ai vertici aziendali -,  “per salvare la città e renderla più vivibile”. E i turisti? Loro, dovranno e potranno entrare in un secondo momento.

Nel 2015 i vaporetti hanno trasportato 70 milioni di passeggeri di cui 30 milioni di turisti. E nell’ultimo fine settimana di Pasqua 300 mila in due giorni.

Si partirà dunque con gli imbarcaderi più affollati, quelli in cui nei giorni di grande afflusso si rischia la rissa tra residenti e turisti.

Inizialmente saranno 8 fermate, 3 lungo il Canal Grande (Santa Chiara, la stazione ferroviaria di Santa Lucia e Rialto), e altre 5 a San Marco, le isole di Lido, Murano e Burano, e Punta Sabbioni.

E poi chissà. Di corsie separate a Venezia se ne parla da anni, ma alcuni esperimenti sono stati subito ritirati, come gli ingressi distinti a Rialto e i vaporetti dedicati ai veneziani della linea 3. D’altronde già i turisti devono fare i conti con molte tariffe differenziate, tra cui appunto quella dei vaporetti: a fronte di 1,50 euro pagato dai residenti i turisti ‘sborsano’ 7,50 euro per un biglietto di corsa semplice.

Vaporetti 6Non è la prima volta che Venezia ci prova a seprare le code. Già nel 2007 l’Amministrazione, aveva sperimentato un vaporetto a uso esclusivo dei veneziani, poi ‘naufragato’ per il costo e il percorso. Tre anni fa era stato porposto un accesso prioritario per i residenti a Rialto, anch’esso fallito.

Adesso che molti pontili sono stati raddoppiati Comune e Actv insieme, pensano di potercela fare. La sfida sarà agevolare entrambi: residenti e turisti. Che alla fine, comunque,  portano alla città non solo disagi ma anche milioni di euro.

Ad ogni modo, sempre in questi giorni è in atto un’altra rivoluzione che dovrebbere mettere d’accordo un po’ tutti.

Stiamo parlando di un battello all’idrogeno interamente “fatto a Venezia”. Il prototipo è  supportato dall’Hydrogen Park di Porto Marghera.

Zero emissioni ed alimentato totalmente con energie rinnovabili.

Vaporetti 8La storia dei battelli in laguna risale al 1881 quando il primo vaporetto, il «Regina Margherita», veniva varato nella Laguna veneta. Poi il mezzo a vapore ha lasciato spazio a quello a diesel, pur mantenendo il suo nome intatto. Oggi, sta per compiersi un altro passo avanti di questa storia tutta italiana. Presto a Venezia ci sposteremo con il vaporetto a idrogeno. O almeno, con una versione ibrida a idrogeno e elettrico, rigorosamente a emissioni zero: non inquinante, totalmente silenzioso e dotato di un motore elettrico alimentato da un sistema che comprenderà celle a combustibile a idrogeno e batterie tradizionali.

La novità è firmata Hydrogen Park. Da più di dieci anni questa società, si occupa in modo pionieristico di distribuzione, stoccaggio e progetti basati sull’utilizzo dell’idrogeno a Porto Marghera.

Da qualche tempo, finalmente, l’Europa sta investendo risorse concrete per accelerare sullo sviluppo di applicazioni civili e industriali che utilizzino queste tecnologie.

Le aziende della nostra filiera -Hydrogen Park di Porto Marghera-, sono pronte a raccogliere la sfida e la realizzazione di questa imbarcazione ne è la testimonianza.


Live in Venice-mi-piace


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