A Bibione è attivo il servizio estivo di emodialisi

Reading Time: 2 minutes

A Bibione è attivo il servizio estivo di emodialisi

Emodialisi anche al Mare? Il nuovo centro dialisi è l’unico polo turistico balneare del Veneto, assieme a Jesolo, a poter offrire questo servizio. A conferma dell’impegno della località balneare per il benessere dei suoi ospiti.

Liveinvenice-Live-in-venice-Liveinveneto-Live-in-Veneto-News

Aperto dal 15 maggio al 15 settembre, il servizio estivo di emodialisi fa capo al Pronto Soccorso di Via Maja 6.

Con Vacanze in salute Bibione rinnova il suo impegno per il benessere e la salute di tutti i suoi ospiti con un nuovo centro per il trattamento di emodialisi estivo.

Le sedute, che saranno disponibili a partire dal 15 maggio fino al 15 settembre. Si terranno nel Pronto Soccorso di Via Maja 6 che dista poche centinaia di metri dal mare.

Il servizio prevede, inoltre, 12 postazioni tecniche e monitor in grado di eseguire tutte le metodiche dialitiche più avanzate. E un nefrologo sempre a disposizione, accompagnato da un personale infermieristico esperto.

I trattamenti e le modalità di prenotazione per l’emodialisi

I trattamenti comprendono il bicarbonato dialisi, AFB e emofiltrazione e emodialfiltrazione on line e devono essere richiesti via fax o via mail a partire da gennaio previo impegnativa del medico.

Questa nuova iniziativa, che fa riferimento all’UOC di Nefrologia e Dialisi degli ospedali di San Donà di Piave, Portogruaro e Jesolo, si inserisce nel progetto Vacanze in Salute promosso dalla ULSS 10 e che prevede la possibilità di reperire informazioni sempre aggiornate sui servizi medici, farmacie e ambulatori.

Maggiori informazioni si possono reperire al seguente Link

Bibione, assieme a Jesolo Lido, è l’unico polo turistico rivierasco del Veneto a poter offrire questo importante servizio.

Un bel traguardo che premia la serietà e la costanza della località nell’implementare un’offerta di qualità per il benessere di tutti i suoi ospiti.

Ti potrebbe interessare anche questo articolo che parla del Litorale Veneto: il più accessibile, sicuro, inclusivo e accogliente d’Italia.

 

Pubblicato il: 15 maggio 2017

 

#emodialisi #dialisi #bibione #vacanze #news #rt #salute

Voi che ne pensate? Se l’argomento vi piace, lasciate un commento qui a fondo pagina e anche un mi piace o condividete questa notizia. E non dimenticate di iscrivervi al canale e di seguirci su www.liveinvenice.it


live-in-venice-facebooklive-in-venice-twitterlive-in-venice-youtubelive-in-venice-instagramlive-in-venice-google-plus

Scelti per VOI:


www.sfc.company
www.sfc.company
MESTRE-STAZIONE Ottimo garage singolo a 50 mt dalla stazione ferroviaria di Mestre, palazzina recente, doppio cancello telecomandato, 2,5 mt X 5,10 mt Occasione imperdibile
la tua pubblicità su Live in Venice

TheForkIT_300x250

2015 Famiglia Image Banner 728 x 90

 

Booking.com

 

Dicci la tua

Readers Comments (2)

  1. alberto tugnoli 15 maggio 2017 @ 8:07

    non so se avete visto la trasmissione di qualkche sera fa “Teorema a Venezia”della tv tedesca su rete 3 drammatica e conclusiva con abitanti zero nel 2030 ,solo turisti
    gradirei un vostro parere

     
    Rispondi
    • Salve Alberto,
      Grazie per averci posto questa domanda.
      Si potrebbe definire “sindrome di Venezia” una città dalle mille fragilità assediata da milioni di turisti senza dei quali però non può sopravvivere. Un “Paradosso”? Sicuramente si.
      Hugo Pratt lo aveva previsto già trent’anni fa: “Arriveranno anche i cinesi e ci vorranno due secoli prima che sfilino tutti, magari per vedere la Corte Sconta detta Arcana”. Tana prediletta del suo Corto Maltese.
      La verità è che anche gli amministratori ci provano (male e in modo scoordinato – n.d.r) e la percezione collettiva sembra propendere verso un unico senso. Cioè il fatto che in realtà “di Venezia”, non importa a nessuno se non ad una nicchia di estimatori ed ai veneziani stessi e che per fare cento metri devono quotidianamente scontrarsi -anche fisicamente- con un sistema più grande di loro.
      Beninteso: quei Veneziani, che di turismo non vivono. Una comunità sempre più piccola, ininfluente e destinata davvero a scomparire.
      “Città a numero chiuso”, “sbarramenti in piazza San Marco”, “ticket da 5-10-15-20 euro”. Apparentemente questi palliativi sembrano inefficaci a fronte di un “turismo inconsapevole, maleducato e low cost” concepito sul “pago, quindi pretendo”.
      Risultato? Da un lato il business globale feroce, che qualcuno potrebbe definire anche in linea teorica “giusto e inarrestabile”.
      Dall’altro, un territorio della città estremamente “contenuto” come dimensione e fragile, quale è appunto Venezia.
      Parliamoci Chiaro. Se un turista va a Roma o a Milano, può trovare anche situazioni peggiori rispetto a Venezia. I “flussi turistici selvaggi” sono uguali un po’ ovunque. Regole inesistenti, sporcizia dilagante ovunque e maleducazione diffusa. Ma altrove il problema sembra ancora poco sentito (o forse fa comodo), perché distribuito appunto su un territorio più grande, soggetto ad una maggior concorrenza, o peggio, ancora più difficile da controllare.
      Probabilmente la soluzione di tutto ciò è più semplice di quello che si pensa. E quello che manca a Venezia e all’Italia tutta, è una “ri-educazione” delle Norme.
      “Diritti e Doveri” secchi. Semplici e chiari. Impegnandosi tutti (operatori, turisti e cittadini), a riconoscere un valore vincolante al responso di norme certe. Qualunque esse siano.
      Un quotidiano nazionale, qualche giorno fa scriveva: “Qual è il punto d’equilibrio invalicabile tra il diritto costituzionale alla mobilità delle persone e la tutela di quell’immenso interesse collettivo rappresentato dal «bene» Venezia?”.
      Non possono essere “SOLO” interessi commerciali di terzi. Prima o poi, ci rimetteranno tutti… turisti compresi.

       
      Rispondi

Leave a comment

Your email address will not be published.


*


Translate »
CHIUDI
CLOSE