L’orto del futuro? sul tetto o nel cassetto

Originally posted on 16 Ottobre 2016 @ 7:02

Sui tetti o nei capannoni industriali, sulle pareti o nei cassetti: l’orto del futuro sara’ coltivato nei luoghi piu’ impensabili grazie all’impiego delle nuove tecnologie.

live-in-venice-orto-del-futuro-04Rendering avvenieristici e scenari da terzo millennio: l’orto del futuro sara’ coltivato nei luoghi piu’ impensabili grazie all’uso di una tecnologia sempre più all’avanguardia e sofisticata.

Le idee piu’ innovative arrivano dalla ‘D-Nest International Inventors Exhibition‘, la grande fiera degli inventori, organizzata quest’anno al PalaExpo di Venezia.

L’agricoltura e’ il tema con cui si e’ aperta questa seconda giornata, per evidenziare ancora una volta come tecnologia e creativita’ possano fornire un contributo essenziale sopratutto nella nostra regione per dare una risposta sempre più esaustiva al crescente bisogno di cibo nel mondo.

Proprio da questo punto comincia l’intervento degli studiosi che hanno preso in considerazione l’idea di utilizzare ogni spazio disponibile e possibile per creare un nuovo orto del futuro pratico sicuro e sopratutto dall’aspetto HI-Tech.

live-in-venice-orto-del-futuro-05Ad esempio trasformando i capannoni industriali dismessi o mai usati in grandi serre, cosi’ come un altro possibile scenario da rimodulare potrebbe essere quello di coltivare tetti e pareti verticali degli edifici.

L’orticoltura di città senz’ombra di dubbio affascina e suggestiona. Chi non vorrebbe vedere intere aree metropolitane un po’ più verdi. Ma rappresenta un nuovo approccio culturale, sfruttando le piu’ recenti ricerche nel campo delle colture ‘fuori suolo’ o idroponiche.

Anche tra gli stand degli inventori non mancano idee e progetti volti a trasformare perfino le nostre case in piccole serre ecologiche, ad esempio con le pareti ‘verdi’, su cui coltivare in verticale piante commestibili ed erbe aromatiche da usare in cucina.

Il “rooftop gardening”, giardinaggio sul tetto,  ad esempio è sempre più una moda a New York, una metropoli che, grazie anche alla politica avviata negli ultimi anni dal sindaco Michael Bloomberg, è particolarmente attenta alla sostenibilità, alla cura delle aree verdi e alla riqualificazione cittadina.

Sarebbe bello anche avviare un progetto sperimentale analogo in città come Mestre che di certo non passa alla ribalta delle cronache per particolari aree verdi specie nelle zone più cementificate. Che ne pensate?

Pubblicato il: 16 ottobre 2016

 


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