Amore, arte, bellezza e morte. L’astrattismo di Cy Twombly a Ca’ Pesaro

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Cy Twombly torna a Venezia – dove è stato presente alla Biennale per ben cinque volte a partire dal 1964–,  con un’importante mostra monografica curata da Julie Sylvester e Philip Larratt-Smith.

La rassegna approda a Ca’ Pesaro, come un cammeo prezioso e resterà aperta fino al 13 settembre 2015.

Un inedita testimonianza di un lavoro che si rigenera a ogni sua apparizione, in un continuum emozionale, e di un artista che non finisce di stupire “per la straordinaria intelligenza visiva e l’acuta sensibilità verso tutte le forme della bellezza, fisica, naturale e artistica”. Cy Twombly Paradise è un percorso iniziatico che attraversa sessant’anni della produzione di Twombly pittore e scultore e della sua indefessa creatività, che a Venezia ritrova in un contesto culturale che mantiene sempre altissima l’attenzione del pubblico verso i grandi maestri, una nuova prospettiva sui misteri e le rivelazioni dell’arte di Twombly. L’opera di Cy Twombly, scomparso nel 2011, ruota intorno ai temi universali di amore, arte, bellezza e morte, tuttavia la peculiarità della sua visione artistica, la sua prospettiva del mondo ne offrono un’interpretazione straordinariamente originale.

Come molti della sua generazione, Twombly ha reagito contro la tendenza pittorica dominante dell’Espressionismo Astratto, ma a differenza di altri, indirizzati verso l’immaginario Pop e il Neodadaismo, egli ha operato una sintesi tra i lasciti e le tecniche consolidate dell’astrazione gestuale e la tradizione della pittura europea. L’innovativo uso del linguaggio, l’ampio raggio di allusioni e riferimenti aprono il suo lavoro alla storia, alla letteratura e alla filosofia; rendendo labili i confini tra pittura, disegno e scrittura, preservando allo stesso tempo un alto grado di astrazione.

In mostra, dalle pitture murali su legno datate 1951 si giunge, in un percorso ricco di visioni e richiami, a una selezione degli ultimissimi lavori di Twombly realizzati nel 2011, quando l’artista era al limite fisico della vecchiaia: otto tele di cerchi gestuali barocchi, in giallo, rosso e arancione su un fondo verde brillante (metà margarita, metà key lime); eccentriche pennellate circolari – tra i motivi chiave dell’artista – strette in alcuni punti e più ampie e libere in altri, per generare “una sensazione d’energia radiante e di frenesia controllata”.

Tra i massimi maestri della contemporaneità, Cy Twombly (Lexington, Virginia, 1928 – Roma, 2011) torna a Venezia – dove è stato presente alla Biennale per ben cinque volte a partire dal 1964, l’ultima delle quali nel 2001 dove ottiene il Leone d’Oro – con un’importante mostra monografica curata da Julie Sylvester e Philip Larratt-Smith.
Maggiori informazioni si possono trovare all’interno del Sito internet di Cà Pesaro
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