Giorno della Memoria. Venezia dedica 15 pietre d’inciampo

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In occasione delle celebrazioni per il Giorno della Memoria, la Città di Venezia dedicherà quindici “Pietre d’Inciampo” (Stolpersteine) in ricordo dei cittadini e cittadine veneziane deportate nei campi di sterminio nazisti.

Il percorso della posa delle Pietre d’Inciampo inizierà dal Campo della Guerra, San Marco 515, per proseguire nei sestieri di Castello e Cannaregio con la posa delle altre Pietre, realizzate dall’artista tedesco Gunter Demnig.

Memoria 3Alla cerimonia promossa dal Comune di Venezia, in collaborazione con il Centro tedesco di Studi veneziani, la Comunità Ebraica di Venezia, l’Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea, con il patrocinio del Consiglio d’Europa – Ufficio di Venezia, e i rappresentanti delle istituzioni che hanno promosso l’iniziativa.

“Possiamo salvaguardare il tenore della nostra vita democratica oggi – ha ricordato il sindaco – solo ricordando quello che è stato ieri”.

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime dell’Olocausto.

È stato così designato, dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005, durante la 42ª riunione plenaria.

Memoria 2La risoluzione fu preceduta da una sessione speciale tenuta il 24 gennaio 2005 durante la quale l’Assemblea generale delle Nazioni Unite celebrò il sessantesimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti e la fine dell’Olocausto.

In questo giorno si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa.

LA LEGGE:

Gli articoli 1 e 2 della legge n. 211 del 20 luglio 2000 definiscono così le finalità e le celebrazioni del Giorno della Memoria:

«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.»

Le pietre d’inciampo sono state posizionate vicino alla porta dove vivevano le persone, ricordate con il loro nome, cognome, data di nascita e morte e il campo di sterminio dove sono state deportate.

Alla cerimonia di Venezia, martedì 19 gennaio, hanno presenziato il rabbino capo della comunità ebraica di Venezia, Rav Bahbout, e il Sindaco Luigi Brugnaro, seguiti da un nutrito gruppo di partecipanti.

Il percorso si è snodato in sei tappe in ognuna delle quali sono state posizionate le pietre in memoria degli ex abitanti di quel civico.

A San Marco 515 si ricordano: Rita Calimani, Wally Nacamulli, Girolamo Segré, Nedda Segreé. Al civico Castello 6039: Alba Vivante, Anna Vivante, Ida Vivante, Costante Vivante.

Ma è il sestiere di Cannaregio che annovera maggiori presenze. Al 5401/A: Elsa Romanelli e Raffaella Romanelli. A seguire, a Cannaregio 2337: Francesco Isacco Mariani, Enrico Mariani, Ada Elena Mariani; e al numero 2006: Giorgio Ottolenghi. Per ultimo al 1223: Salomone Aboaf.

 


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