Il primo film visibile interamente ad occhi chiusi

A maggio arriva in veneto con 4 proiezioni-evento il primo film visibile interamente ad occhi chiusi, “Il colore dell’erba” di Juliane Biasi Hendel in tour italiano dal 18 gennaio 2016.

Incentrato sull’amicizia di due giovanissime amiche non vedenti in cammino verso la propria autonomia, Il Colore dell’Erba è il primo film ideato per essere percepito anche dai non vedenti.

L’opera si avvale del contributo del più importante sound designer italiano, Mirco Mencacci, già collaboratore di Antonioni, Giordana e Ozpetek e anch’egli cieco, che ha costruito per il film un universo sonoro nel quale immergere vedenti e non vedenti contemporaneamente abbattendo le barriere della diversità e ribaltando il concetto stesso di visione cinematografica.

In occasione dell’uscita, la regista Juliane Biasi Hendel invita infatti gli spettatori a venire in sala con una benda per coprire gli occhi in modo da godere completamente l’esperienza sensoriale che il film offre. Già in molti hanno accettato la sfida con non poche sorprese.

Il film sarà in sala Padova, Treviso, Spinea assieme alla regista Juliane Biasi Hendel che svelerà i segreti della realizzazione del film.

Il colore dell’erba
di Juliane Biasi Hendel
Italia, 59’, 2016

Il primo film da guardare chiudendo gli occhi

Le nuove date del tour italiano – La regista sarà presente in sala
Padova – 4 (regista in sala)/ 5 maggio, Cinema Rex (Via Sant’Osvaldo, 2), ore 19:30 e 21
Treviso – 5 maggio, Cinema Edera (Piazza Martiri di Belfiore, 2), ore 20:30
Spinea – 6 maggio, Sala Bersaglieri (Via Roma, 221), ore 21:00

Dopo l’uscita in sala il 18 gennaio, continua l’inarrestabile tour italiano de Il colore dell’erba di Juliane Biasi Hendel, il delicato road movie su due giovanissime amiche non vedenti prodotto da Indyca assieme a Kuraj, con il sostegno del Mibact, di Trentino Film Commission, Piemonte Doc Film Fund e Rai 3 (Doc 3) e con il patrocinio dell’UICI – Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

film 1Edizione speciale per la sala, il film offre un’esperienza sensoriale unica grazie alla costruzione di un vero e proprio “paesaggio sonoro” che rende il film visibile “a occhi chiusi”.
Ideato per essere percepito anche da un pubblico di non vedenti, il film si avvale del contributo del sound designer Mirco Mencacci, istituzione nel mondo del sonoro, già collaboratore di Marco Tullio Giordana, Ferzan Ozpetek, e Michelangelo Antonioni. Mencacci ha creato assieme alla regista e il team Indyca un universo sonoro che riproponesse il mondo non solo fisico ma anche emotivo delle sue giovani protagoniste nel quale immergere gli spettatori e che, per la prima volta al cinema, permette di unire nella visione persone vedenti e non vedenti. La regista invita infatti gli spettatori vedenti ad assistere al film bendati con non poche sorprese da parte di chi ha accettato la sfida.

“Le protagoniste mostrano come la “paura del buio” riguarda tutti” spiega la Biasi Hendel “e il film restituisce questa universalità anche da un punto di vista formale”

Frutto di un lavoro di oltre quattro anni, Il colore dell’erba racconta la storia vera di Giorgia e Giona, due giovanissime ragazze non vedenti in cammino verso l’indipendenza. Non possono vedere ciò che le circonda, ma le paure, le emozioni, gli impegni che la vita impone sono eguali a quelle di tutti i loro coetanei. Una passeggiata da sole fino a un lago diventa una sfida appassionata che le porta a misurarsi con se stesse ed è metafora dell’adolescenza, età rivoluzionaria e delicata in cui si lascia per la prima volta l’uscio di casa per affrontare il mondo in modo indipendente.

“Mi piace scoprire nuovi mondi e anche l’adolescenza lo è” afferma la regista “E’ un’età in cui la paura dell’ignoto invade e al tempo stesso spinge a conoscere il mondo. Giorgia e Giona diventano un esempio vivente di come questa paura possa essere affrontata, qualunque sia la sfida, per riscoprirsi ancora più forti”

film 2L’immagine della locandina creata dal grafico Daniele Catalli, è un’altra particolarità di questo progetto sperimentale: vera e propria opera artistica tridimensionale realizzata in edizione limitata e ora in vendita, è stata pensata per rivoluzionare il concetto di immagine permettendo al pubblico di interagirvi.
L’idea è stata fortemente sostenuta da Indyca che per Il colore dell’erba cura anche la distribuzione e che, fin dalla sua fondazione, ha sviluppato progetti con un approccio sperimentale specializzandosi in film d’autore e documentari creativi.

Juliane Biasi Hendel ha da sempre incentrato il suo lavoro di artista e regista su temi sociali che riguardano soprattutto la devianza e le discriminazioni delle differenze. Fra i suoi film Lezione di fine anno (2007); Oceano Dentro (2009),  Muyeye (2012), Voci nel silenzio (2014) realizzati con Sergio Damiani. Nel 2005 fonda la casa di produzione Kuraj.

Nota – Questo è un comunicato che viene riportato integralmente come contributo esterno. Il contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione


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