#iorestoacasa. Ca’ Rezzonico e le sue meraviglie

#iorestoacasa. Continua la nostra visita virtuale alla ri-scoperta di Venezia. Oggi è il momento di Ca’ Rezzonico

Questa volta è il monumentale Palazzo Rezzonico che ospita il museo del Settecento veneziano ad essere oggetto della nostra voglia di ri-vedere alcune meraviglie della città che in questi giorni restano celate fuori delle finestre delle nostre case.

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Sempre sull’onda dell’hastag #iorestoacasa, la redazione di Live in Venice …solo belle notizie, vi consiglia dalle pareti di casa vostra un’interessante modo per vedere o “ri-vedere” le bellezze che vi sono accanto.

È la volta di Ca’ Rezzonico che potrete scoprirla cliccando al seguente link.

La qualità delle numerose opere esposte, insieme alla straordinaria architettura e ambiente, rendono Ca’ Rezzonico un vero e proprio tempio della Venezia del XVIII secolo. Accanto a preziosi arredi e decorazioni, ospita importanti dipinti di artisti veneziani, come Giambattista Tiepolo, Canaletto e Francesco Guardi.

Ca’ Rezzonico è uno dei più famosi palazzi di Venezia, ubicato nel sestiere di Dorsoduro e affacciato sul Canal Grande tra Palazzo Contarini Michiel e Palazzo Bernardo Nani, poco distante da Ca’ Foscari.

Fu progettato da Baldassarre Longhena a partire dal 1649, su incarico della nobile famiglia Bon. Il cantiere venne aperto solo nel 1667 con l’abbattimento degli edifici preesistenti.

A causa delle difficoltà economiche dei committenti e della morte del Longhena nel 1682 la costruzione venne abbandonata. Rimase solo la facciata nobile verso il Canal Grande e un primo piano coperto da travi in legno.

Nel frattempo una famiglia originaria del borgo di Rezzonico, sul Lago di Como, i Della Torre-Rezzonico, si era stabilita a Venezia e ne aveva ottenuto l’ammissione al patriziato nel 1687. Fu proprio un Rezzonico, Giambattista, che nel 1751 comprò il palazzo.

Affidò il completamento dell’opera a Giorgio Massari, che nel 1752 aveva ultimato il secondo piano e riuscì a chiudere il cantiere nel 1758, realizzando nel 1756 alcune opere di completamento e di abbellimento del retro del palazzo: furono costruiti il magnifico scalone d’onore, la scalinata d’acqua, l’atrio monumentale, l’imponente salone da ballo (costruito eliminando il solaio) e fu ultimata la decorazione della facciata sul Canal Grande.

Nel complesso Massari non intervenne sul progetto originario, che non fu quindi alterato, al contrario di quanto fece Antonio Gaspari su Ca’ Pesaro, altro progetto longheniano rimasto incompiuto dopo la morte del progettista.

Unica sostanziale modifica operata dal nuovo architetto riguardò la sala da ballo, le cui dimensioni furono ampliate. I dipinti sono di Giambattista Crosato, Pietro Visconti, Giambattista Tiepolo, il giovane Jacopo Guarana e Gaspare Diziani.

Il palazzo fu finito giusto due anni prima dell’elezione a papa di Carlo Rezzonico, fratello del Giambattista, col nome di Clemente XIII. La famiglia si estinse nel 1810.

Ca’ Rezzonico subì quindi varie cessioni, durante le quali venne spogliata dell’arredo.

Sala da ballo

Nel 1888 fu acquistata per 250.000 lire da Robert Barrett Browning, figlio degli scrittori inglesi Robert Browning ed Elizabeth Barrett Browning, che la restaurò grazie al sostegno finanziario della moglie, l’americana Fannie Coddington.

Il padre Robert, che ne aveva finanziato l’acquisto, vi morì, nell’appartamento del mezzanino, il 12 dicembre 1889.

Nel 1906 Robert Barrett Browning, ignorando un’offerta fattagli dall’imperatore Guglielmo II di Germania, vendette il palazzo al conte e deputato Lionello Hierschel de Minerbi, che nel 1935 lo cedette al Comune di Venezia.

Dal 1936 è quindi sede del Museo del Settecento Veneziano che, oltre a ricostruzioni di ambienti con mobili e suppellettili dell’epoca, ospita importanti opere pittoriche del Canaletto, Francesco Guardi, Pietro Longhi, Tintoretto, nonché dei Tiepolo e numerosi bozzetti in terracotta di Giovanni Maria Morlaiter.

Pubblicato il: 17 marzo 2020

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