GLI SCATTI DI BURRI E SCIANNA “Utopia” e “Il Ghetto di Venezia 500 anni dopo”

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A VENEZIA, DAL 26 AGOSTO, GLI SCATTI DI BURRI E SCIANNA “Utopia” e “Il Ghetto di Venezia 500 anni dopo”, due mostre autonome alla Casa dei Tre Oci, per un totale di 150 fotografie.

Gli scatti inediti di Ferdinando Scianna, che raccontano il Ghetto di Venezia, e le fotografie di René Burri, dedicate all’architettura e ai suoi protagonisti, saranno in mostra dal 26 agosto all’8 gennaio 2017 negli spazi della Casa dei Tre Oci nella città lagunare.

scianna 03Si tratta di due progetti espositivi autonomi – “René Burri. Utopia” e “Ferdinando Scianna. Il Ghetto di Venezia 500 anni dopo” –, per un totale di 150 fotografie di due indiscussi maestri del Novecento, entrambi autori della prestigiosa agenzia d’immagini Magnum. Burri ne fu presidente nel 1982.

Pur nella diversità di stile, si tratta di due straordinari autori dell’arte della fotografia, come strumento di rappresentazione della realtà e insieme di interpretazione di ciò che accade.

Burri è capace di documentare con passione caustica i grandi cambiamenti politici e sociali.

Tra gli scatti dell’artista svizzero, anche immagini del rivoluzionario Che Guevara o di Pablo Picasso. Il fotoreporter di Bagheria, invece, fu lodato da Leonardo Sciascia per la sua capacità di “fulminea organizzazione della realtà” in un “istantaneo magnetismo” di scatti che fermano “istanti di senso e di forma all’interno del flusso caotico dell’esistenza”.

Renè Burri

Renè Burri

Prima della fotografia le sue passioni furono quelle della pittura e del cinema e fu per tale motivo e per migliorare le sue conoscenze che decise di frequentare la scuola d’arte di Zurigo dove ebbe l’opportunità di studiare composizione, pittura e disegno.

Finita la scuola cerca di dare seguito a questa passione tentando il mondo del cinema, ma le opportunità date dalla Svizzera in quel periodo erano davvero limitate, decide quindi di dedicarsi alla fotografia che molto si avvicina al mondo del cinema.

Nel 1950, all’età di 17 anni entra quindi alla scuola di fotografia della sua città. Fu in questi anni che iniziò a lavorare come regista ed a realizzare i suoi primi documentari, contemporaneamente inizia ad usare la sua prima macchina fotografica, una Leica.

Nel 1955 il suo amico Werner Bischof lo avvicina, mettendolo in contatto con l’agenzia Magnum Photos dove presenta il suo reportage sulla realtà dei bambini sordomuti. Il reportage, con grande soddisfazione dello stesso Burri, venne pubblicato sulla prestigiosa rivista Life nonché su altre importanti riviste europee. Entrato a far parte dell scuderia di Magnum Photos inizia la sua intensa attività come fotografo di reportage in giro per il mondo per realizzare i lavori commissionati da Magnum. Questi furono gli anni in cui Burri si recò in Italia, Cecoslovacchia, Turchia, Egitto ed altri paesi.

Nel 1959 diventò membro Magnum. Pubblica il suo lavoro sulla Germania a cura di Robert Delpire e con l’introduzione di Jean Boudrillard.

Realizza sempre negli anni sessanta altri importanti reportage. Sono da ricordare infatti quello del 1963 su Picasso e successivamente quelli su Giacometti e Le Corbusier. Sempre nel 1963 realizza il ritratto di Fidel Castro e di Che Guevara.

Nella seconda metà degli anni sessanta e negli anni settanta lavorò in Egitto, Israele, Vietnam e Beirut. Nel 1982 diventa presidente della Magnum Photos. Nel 1991 venne nominato Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dallo Stato Francese e nel 2004 venne realizzata una grande retrospettiva che nel 2005 è arrivata anche in Italia.

Ferdinando Scianna

Scianna 02Si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università di Palermo, dove seguirà diversi corsi senza tuttavia portare a termine gli studi. Nel 1963 Leonardo Sciascia visita quasi per caso la sua prima mostra fotografica, che ha per tema le feste popolari, presso il circolo culturale di Bagheria.

Quando s’incontrano di persona, nasce immediatamente un’amicizia che sarà fondamentale per la carriera di Scianna.

Sciascia partecipa infatti con prefazione e testi alla stesura del suo primo libro, Feste religiose in Sicilia, che gli fa vincere il premio Nadar nel 1966.

Si trasferisce a Milano nel 1967 ed entro un anno inizia a collaborare come fotoreporter e inviato speciale con l’Europeo, diventandone in seguito il corrispondente da Parigi.

Nel 1977 pubblica in Francia Les Siciliens (Denoel), con testi di Domenique Fernandez e Leonardo Sciascia, e in Italia La villa dei mostri (introduzione di Leonardo Sciascia).

A Parigi scrive per Le Monde Diplomatique e La Quinzaine littéraire e soprattutto conosce Henri Cartier-Bresson, le cui opere lo avevano influenzato fin dalla gioventù.

Il grande fotografo lo introdurrà nel 1982 come primo ed unico fotografo italiano nella prestigiosa agenzia fotografica internazionale, Magnum Photos, di cui diventerà membro effettivo nel 1989. Nel 1984 collabora con Bresson e André Pieyre de Mandiargues per Henri Cartier-Bresson: portraits (Collins).

Nel frattempo stringe amicizia e collabora con vari scrittori di successo, tra i quali Manuel Vázquez Montalbán (che qualche anno più tardi scrive l’introduzione di Le forme del caos, 1989). Negli anni ottanta lavora anche nell’alta moda e in pubblicità, affermandosi come uno dei fotografi più richiesti. Fornisce un contributo essenziale al successo delle campagne di Dolce e Gabbana della seconda metà degli anni Ottanta.

Nel 1995 ritorna ad affrontare i temi religiosi, pubblicando Viaggio a Lourdes, e nel 1999 vengono pubblicati i ritratti del famoso scrittore argentino Jorge Luis Borges.

Il 2003 vede l’uscita del libro Quelli di Bagheria (facente parte di un progetto più ampio che include un documentario e varie mostre), ricostruzione dell’ambientazione e delle atmosfere della sua giovinezza attraverso una ricerca nella memoria individuale e collettiva. Nel dicembre 2006 viene presentato il calendario 2007 del Parco dei Nebrodi, con dodici scatti dell’attrice messinese Maria Grazia Cucinotta.

Con il concittadino Giuseppe Tornatore, in occasione del suo nuovo film Baarìa, pubblica nel 2009 il libro fotografico Baaria Bagheria.

 


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