Nasce il nuovo software “sistema unico prestazioni sociali”

Originally posted on 3 Giugno 2016 @ 7:04

Presentato il nuovo software “Sistema online prestazioni sociali”: tutte le informazioni a portata di clic per un servizio più veloce e trasparente

Una rivoluzione di cui c’era davvero bisogno, uno strumento prezioso per semplificare il lavoro degli operatori sociali e rispondere alle esigenze dei cittadini in modo più trasparente, rapido ed efficiente.

A introdurre in questo modo il nuovo software “sistema unico prestazioni sociali” del Comune di Venezia sono stati, nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Ca’ Farsetti, il vicesindaco di Venezia, Luciana Colle e gli assessori comunali alla Coesione sociale, Simone Venturini, e alle Politiche educative, Paolo Romor.

All’incontro con i giornalisti erano presenti anche l’amministratore unico e il condirettore generale e il direttore generale di Venis Spa, Paolo Bettio, Marco Bettini e Alessandra Poggiani, i direttori delle Politiche sociali, Luigi Gislon, ed Educative, Marzio Ceselin, e il dirigente del Settore Inquilinato e Politiche della residenza, Francesco Bortoluzzi.

Sociali 5“Siamo molto orgogliosi – ha esordito il vicesindaco ringraziando tutte le Direzioni comunali coinvolte e Venis che ha curato la realizzazione del nuovo applicativo – di presentare questo software che permette di avere a portata di clic un’enorme quantità di dati, prima dispersi e raggiungibili con grande difficoltà”.

“Per quanto riguarda le Politiche educative – ha proseguito Romor – il nuovo programma consentirà l’accesso a tutte le informazioni sulle riduzioni o esenzioni concesse per i trasporti scolastici, cui si aggiungeranno a breve i dati sulle rette scolastiche e, in una fase successiva, anche quelli sulla ristorazione scolastica attualmente gestita da Ames”.

“La frammentazione che in passato ha caratterizzato il settore sociale – ha sottolineato Venturini – è stata spesso causa di inefficienze, ritardi, spreco di risorse. Una situazione cui era urgente porre rimedio, superando lo ‘spezzatino’ dei servizi sociali del Comune, con competenze suddivise in ben 9 Direzioni. Il sistema unico che oggi presentiamo, insieme alla riforma generale del welfare comunale, è un altro passo importante nella direzione del futuro sportello unico del sociale che, grazie al lavoro di rete tra i vari settori dell’Amministrazione e le altre istituzioni territoriali, venga incontro nel modo migliore ai cittadini più in difficoltà”.

Il sistema – ha spiegato Poggiani – consente di effettuare ricerche sui singoli cittadini assistiti o sui nuclei familiari. Una volta digitato il nome o il codice fiscale, bastano pochi clic per sapere che se l’utente ha richiesto o è assegnatario di un alloggio comunale, che tipo di contributi o prestazioni sociali ha richiesto, se il procedimento è in fase istruttoria o se invece la pratica è già stata evasa. Attualmente i dati inseriti riguardano i settori sociale, educativo, della residenza, di finanza e bilancio, i servizi demografici e quelli relativi alle Municipalità, ma il sistema è in continua implementazione e permetterà in futuro la condivisione delle banche dati delle società partecipate, della Città metropolitana, di altri Enti che erogano contributi e servizi.

 I dati sono georeferenziati per consentire una mappatura dei fenomeni sociali su base geografica e consentire agli operatori di avere un quadro più completo del disagio individuandone così più facilmente l’evoluzione e le priorità. Dal prossimo autunno, grazie all’integrazione con il Sistema pubblico di identità digitale (Spid) i cittadini registrati potranno accedere direttamente proprio fascicolo sociale e richiedere servizi via web e mobile.

“Il tempo e le risorse – ha concluso Venturini – che questo sistema permetterà di risparmiare potranno essere investite in modo più efficace per offrire servizi migliori ai cittadini. Non è solo un’opportunità per smascherare i ‘furbetti’, è un nuovo modo di lavorare per superare una frammentazione ormai anacronistica e affrontare i problemi con strumenti degni del terzo millennio”.

 


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