Le barche di Venezia tra fascino, storia, utilità e bellezza

Originally posted on 29 Dicembre 2015 @ 7:02

Se si pensa a Venezia, non si può non pensare anche alle barche che nei secoli hanno solcato rii e canali della città contribuendo fattivamente alla costruzione realizzazione e sostentamento di questa unica e magica città.

Venezia è sinonimo di città acquatica e, logicamente, il suo mezzo di trasporto principale è la barca.

Barche 6 Naya,_Carlo_(1816-1882)_-_Venezia_-_BragozzoDalla nascita della città tutto veniva fatto con le barche, più o meno grandi che fossero: per spostarsi da una parte all’altra attraverso quelle strade acquatiche che sono i canali, per i trasporti, per la pesca, per la difesa dai nemici.

In legno, le barche veneziane hanno il fondo piatto, per poter agevolmente girare per la laguna, dove i fondali (le secche) in molti punti non lasciano più di 30-40 cm d’acqua.

Alle due estremità hanno una piccola “coperta” che, oltre a rinforzarle, serve anche come ricovero per attrezzature varie e, più o meno ad un terzo dello scafo, vi è il trasto, asse di legno che “lega” i due fianchi.

Vengono ancora oggi costruite da ormai sempre meno (maestri d’ascia) che con abilità le assemblano pezzettino dopo pezzettino in cantieri chiamati squèri da provetti artigiani detti squeraròli, o anche, appunto, “maestri d’ascia”, termine che spiega da sé la difficoltà di lavorare il legno per approntare delle
barche sicure ed equilibrate.Barche 4 Bragozzo

Questi natanti si conducono rigorosamente a remi, che si poggiano su forcole (scalmi), con una vogata tutta particolare chiamata voga alla veneta, nella quale addirittura una persona sola può, da poppa, condurre il natante diritto e senza problemi oppure, se vi sono altri rematori a prua, mantenere una
rotta costante.

I tempi moderni (specie nei natanti cosiddetti da trasporto merci) hanno fatto si che ci fossero delle variazioni prevedendo così anche la possibilità di aggiungere un motore fuoribordo o, raramente, con un motore entrobordo.

Quasi tutte le barche della Laguna inoltre si possono armare con una vela al terzo sfruttando i venti come propulsori.

Barche 7 CavanaSorprenderà, ma anche a venezia esistono i garage per barche al coperto. Si chiamano “cavane” e ormai di funzionanti a Venezia oggi se ne contano poche decine, altrimenti si dice stazio acqueo. È dato in concessione ed è difficile da ottenere tanto quanto parcheggiare oggi un’ auto in centro a Milano o a Roma.

Molti sono i tipi di barche in uso a Venezia; ecco alcuni nomi di barche classiche in legno: gondola, sàndolo, batèla, topo, topa, sanpieròta, mascarèta, sciopòn, caorlina.

In questi ultimi decenni si sono affiancati altri tipi di barche più moderne, basse e veloci, chiamate barchini, quasi tutti in “plastica”, che sfrecciano per la laguna con dei motori fuoribordo che arrivano
fino a 150 cavalli, con buona pace del moto ondoso che corrode Venezia e dell’inquinamento acustico che, qui più che mai, viene avvertito dagli abitanti stessi come una profanazione della città.

 

 

 


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