Metamauco. L’atlantide di Venezia che ora non c’è più

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Anche Venezia ha la sua Atlantide: si tratta di Metamauco (Malamocco).

Verso l’estremità sud dell’isola del Lido c’è oggi una borgata, Malamocco, in bilico tra mare e laguna, che ha ereditato il nome dall’antichissima Metamauco, culla della storia della Serenissima.

metamauco 1Metamauco venne, con ogni probabilità, fondata dai padovani in fuga dalle invasioni barbariche nel VI secolo, quindi divenne sede del Governo veneziano negli anni dal 742 all’811 quando, a seguito dell’assalto dei Franchi comandati dal figlio di Carlo Magno Pipino, il Governo stesso si spostò alle Isole Realtine, più riparate e sicure, all’interno della laguna.

Le cronache parlano di un tremendo maremoto accaduto nel 1106 o 1107, che avrebbe inghiottito per sempre Metamauco.

A tutt’ oggi però, nonostante studi approfonditi e le numerose ricerche effettuate nel mare circostante, di questo antico centro non si trova traccia.

Le supposizioni, le storie e le leggende che circolano attorno a questa Atlantide lagunare hanno finora soltanto alimentato la leggenda di questa città.

Da documenti comunque si evince che in epoca post longobarda, un terremoto in terraferma, ebbe conseguenze anche in Laguna, con un movimento acqueo di maremoto, che sommerse l’antica Metamauco per alcuni minuti, facendo sicuramente morti, feriti e molta distruzione.

Metamauco 2Il fatto si ripetè durante il rinascimento, anche se in misura meno violenta, con l’onda che entro per alcuni km nella terraferma, anche tramite i ghebi, di cui 1 arrivò all’abazzia di S.Ilario, dove rimasero poi sulle rive dei pesci di acqua lagunare.

Tuttavia, sin dal 1107 si ha notizia dell’esistenza di un Novo Metamauco, corrispondente proprio all’odierna Malamocco. Pur mantenendo numerosi privilegi in virtù del suo passato di città ducale, divenne centro sempre più periferico, retto da un Podestà assieme alla vicina Poveglia.

Negli ultimi anni si è provveduto ad un notevole recupero del borgo, sia dal punto di vista conservativo che dal punto di vista della difesa dalle “acque alte”.

Infatti l’intero abitato dell’odierna Malamocco, particolarmente esposto al fenomeno dell’alta marea, è stato isolato dalle acque della laguna, da una cinta sotterranea di palancole e il flusso di marea dei canali che lo attraversano, regolamentato, con ottimi risultati, da tre piccoli “miniMose”, che vengono sollevati in caso di necessità, per impedire all’acqua di invadere i punti più bassi delle vie e delle abitazioni prospicienti.

 


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