Oscar Green. Dall’aceto a Torcello. Il Veneto in gara

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Oscar Green, è il premio promosso da Coldiretti Giovani Impresa arrivato alla IX edizione.

Il 2015, l’anno dell’Expo di Milano che vedrà l’Italia sotto i riflettori internazionali, è rivolto al rinnovamento e alla valorizzazione del patrimonio agroalimentare Made in Italy e del lavoro dei giovani agricoltori italiani.
L’obiettivo dell’iniziativa è di valorizzare le giovani realtà imprenditoriali italiane del settore agricolo e alimentare, che sono state capaci di emergere tra le altre, grazie ad un modello di impresa innovativo e sostenibile.

Oscar-GreenIl veneto presenta i suoi fiori all’occhiello. son tutti giovani, tutti motivati e tutti con idee davvero interessanti con un particolare occhio di riguardo alle tradizioni.

È la “meglio gioventù” dell’agricoltura, si tratta della nuova generazione del “primario”, che sta portando una ventata di novità e di freschezza nelle nostre campagne. Spesso sono ragazzi preparati, non necessariamente “figli d’arte”, con alle spalle studi, preparazione, l’amore per la propria terra e, soprattutto, un’idea vincente.

La grande novità di questa edizione di Oscar Green è infatti la possibilità di partecipazione anche per aziende non agroalimentari, che hanno però dato vita a una forte collaborazione con imprese del settore.

Oscar green 3È il caso a Venezia di tre ragazzi che promuovono “castraure” e “moeche” in uno spot per salvare l’isola di Torcello, che ha catturato l’attenzione di tre giovani artisti della Flamingo Art Media, associazione fondata un anno fa da Andrea Baes, Christian Palazzo, Gianmaria Spavento, che, nel conciliare diversi interessi personali, insieme curano produzioni audiovisive per la valorizzazione del territorio. È nato così il progetto Habitat che raccontara, con un video, l’esperienza quotidiana di un’ oasi straordinaria, definita anche «la terra madre di Venezia».

Ma le idee sono davvero tante specie se le si guarda con una partcolare attenzione e come  punto di forza nazionale, su cui puntare per la ripresa del Paese, facendo rete e sostenendo l’economia locale, per affrontare e superare insieme le difficoltà economiche.

Come per Corinne Santaniello, 18 anni padovana. La giovane studentessa è già titolare di una start up, che porta il nome di “Sesonrose” è stata ispirata dai segreti dei fiori, in particolare dal processo di macerazione delle rose per trasformarle in aceto, confetture e gelatine.

Sfondo rosa con gocceCon un pizzico di innovazione de dell’aiuto della sua famiglia, la ricetta è stata tradotta in una linea di prodotti raffinati che portano il nome di “Sesonrose”: aceto balsamico, confettura e zucchero, il tutto a base di rose, rosse e profumatissime, rigorosamente bio.

A Saletto, in provincia di Padova, Valerio Crivellaro è partito dalla stalla con annesso caseificio di famiglia per aprire un negozio on line di formaggi e latticini, aperto 24 ore su 24, con ordini che arrivano da tutto il mondo.

Il padovano Enrico Pinton fa parte invece della squadra del birrificio agricolo Antoniano che ha ideato e prodotto la prima birra veneta al 100 per cento prodotta con orzo, luppolo (o meglio bruscandolo).

Ma gli esempi nella nostra regione sono davvero tanti e tutti degni di menzione. C’è chi, come accade ad esempio nel vicentino, che ha decso di coltivare ortaggi col metodo ecosistemico, basato sull’influenza dei cristalli e delle energie della terra.

 

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